Laboratorio intergenerazionale

L’IDEA

Un circuito virtuoso intergenerazionale, con i protagonisti della “Silent Generation” e i nativi digitali della “Gen Z”.

«In un’epoca in cui l’insofferenza degli anziani per i giovani e dei giovani per gli anziani ha raggiunto il suo culmine, in cui gli anziani non fanno altro che accumulare argomenti per dire finalmente ai giovani quel che si meritano e i giovani non aspettano altro che queste occasioni per dimostrare che gli anziani non capiscono niente, il signor Palomar non riesce a spiccicare parola. Se qualche volta prova a interloquire, s’accorge che tutti sono troppo infervorati nelle tesi che stanno sostenendo per dar retta a quel che lui sta cercando di chiarire a se stesso.

Il fatto è che lui più che affermare una sua verità vorrebbe fare delle domande, e capisce che nessuno ha voglia di uscire dai binari del proprio discorso per rispondere a domande che, venendo da un altro discorso, obbligherebbero a ripensare le stesse cose con altre parole, e magari a trovarsi in territori sconosciuti, lontani dai percorsi sicuri. Oppure vorrebbe che le domande le facessero gli altri a lui; ma anche a lui piacerebbero solo certe domande e non altre: quelle a cui risponderebbe dicendo le cose che sente di poter dire ma che potrebbe dire solo se qualcuno gli chiedesse di dirle…».

Italo Calvino, Palomar, Del prendersela coi giovani

IL METODO

Avviciniamoci a piccoli passi...

Per superare il pensiero comune di giovani svuotati di contenuti, omologati e anestetizzati dai social, ci mettiamo in ascolto dei loro pensieri in uno spazio libero di dialogo, condiviso con due senior della cultura Italiana. Il risultato è un docufilm di circa trenta minuti. A questo risultato finale si aggiunge un importante lavoro di preparazione ed elaborazione che viene fatto con i ragazzi nelle settimane che precedono la mattinata dell’incontro.

Per fare questo abbiamo sperimentato un metodo che permette di giungere alla giornata di girato con la consapevolezza e gli strumenti utili a sviluppare un dialogo dinamico e autentico.

È previsto un periodo di riflessione e di elaborazione autonoma da parte dei ragazzi ma anche un incontro dei senior all’interno dell’ambiente scolastico per favorire la conoscenza reciproca e stimare la curiosità di entrambe le generazioni coinvolte.  

Gli obiettivi

Ma cos’è, alla fine, Parliamone?

«Parliamone porta con sé un senso di incompiutezza in parte provocato dal flusso verbale sui temi affrontati, dagli sguardi e dagli spunti dei protagonisti, in parte voluto: l’obiettivo è quello di replicare l’esperienza più volte, dando voce a più scuole possibili, ospitando nuovi senior e affrontando i temi più caldi che il nostro tempo propone. In questo modo, si raggiunge il senso profondo di questo laboratorio: raccogliere e dare valore al pensiero dei giovani, cittadini del nostro futuro, per mano di chi, in questo Paese, ha voluto lasciare un segno e che cerca un passaggio di testimone per fare di questo mondo un luogo migliore».

È uno spazio libero di condivisione

Parliamone, rallentiamo il ritmo quotidiano e prendiamoci un po’ di tempo per elaborare idee e ascoltare quelle degli altri, attraverso il dialogo.

È uno spazio di ascolto

Ascoltare è il cardine di una comunicazione che crei comunità, è la stella polare di ogni navigazione che ha come fine la conoscenza.

È un percorso didattico per le scuole

Parliamone si rivolge alle scuole superiore e diventa progetto inseribile nei PCTO; permette agli studenti di lavorare sia in autonomia sia in affiancamento sui temi che vengono trattati, a scuola ma anche in contesti esterni.

È un documento storico

Uno spaccato dei teenager del primo quarto del secolo di questo Nuovo Millennio, che prenderà valore con il tempo, ma anche un tributo a due protagonisti della cultura italiana.

dicono di “parliamone”

Mettiamoci in ascolto!

La sperimentazione svolta sul progetto “Parliamone” ha reso necessaria l’elaborazione di un percorso collettivo articolato. Diversi professionisti hanno dato il loro contributo per modellare e rendere efficace questa proposta. Psicologi, educatori, ricercatori e professionisti del mondo del cinema hanno arricchito di stimoli e strumenti il percorso di lavoro. Abbiamo raccolto alcuni dei loro contributi.